EDDIE VEDDER - "Music for the Motion Picture Into the Wild"Messi momentaneamente da parte i panni del rocker tutto rabbiacontroilpresidente et muscolo, il caro vecchio
Eddie Vedder (storica voce ed anima dei
Pearl Jam, per chi non lo sapesse) pubblica la colonna sonora di "Into the Wild", film di prossima uscita ad opera di quel folle regista dall'aria perversa che è Sean Penn.
Doveroso dire che il film in questione parla di un tale (realmente esistito) che ad un certo punto della sua vita decide di lasciarsi alle spalle tutto quanto per mettersi a fare il
roadie sulle più impervie strade d'America. Questo fino alla fine in cui succede che...(beeeeeeeeep...)
Dicevo, doveroso perchè in effetti l'intento dell'opera di Vedder è quello di trasferire in musica quel senso di selvaggia libertà rappresentato dal protagonista del film, intento più che riuscito al vecchio Eddie che mette infatti da parte le distorsioni delle sue ultime opere coi PJ per mettersi a suonare chitarre acustiche e mandolini in canzoni brevi, talvolta scarne ma sempre cariche di grazia. Diciamo che questa volta si parla di folk puro, e i suoni ed il mood sono mutuati direttamente dalla tradizione americana di certi
Woody Guthrie e affini.
Alla fine, come sempre, è la voce calda un po' sporca di Vedder a conferire credibilità al tutto.
La playlist parte con
Setting Forth, una breve canzone rockeggiante "à la Springsteen", di facile ascolto e decisamente adatta a mettersi in sintonia con l'atmosfera dell'album. Già dal secondo pezzo,
No ceiling, si cominciano a sentire i mandolini che ritorneranno spesso durante l'opera.
I pezzi migliori del lotto sono a mio avviso
Rise e
Long Nights, canzoni assolutamente essenziali ed acustiche in cui risalta al meglio la voce di Vedder su testi intimisti e carichi di emotività (personalmente non li definirei nè malinconici nè tantomeno tristi - come sicuramente farà qualche malaccorto).
A metà percorso ci si imbatte invece nella canzone più vitale e radiofonica,
Hard Sun, quella che potrebbe diventare facilmente un singolo promozionale per l'album. E infatti si sentono cori, chitarre, violini e altre mille meraviglie che sostengono il classico pezzo da radio con quel "ritornello bastardo" che ti rimane in testa per tutto il giorno.
Nel finale ritornano le atmosfere più scure con una serie di pezzi interessanti ma a parer mio un po' meno incisivi che nella prima parte del disco. Bella comunque l'ultima,
Guaranteed, altra canzone di sola chitarra e voce, con una curiosa ghost track finale che riprende la melodia della canzone stessa, tanto infatti da risultare più come una semplice continuazione del pezzo che una vera ghost track...Forse farne una canzone unica sarebbe stato meglio.
In definitiva, un album che non suona necessariamente come una colonna sonora da film ma che sembra a volte più un progetto personale e fortemente sentito del suo compositore. In ogni caso è
adattissimo ad accompagnare un pellegrinaggio sotto il sole ma anche un viaggio notturno, anche se toccherà mettere il tutto in rotazione continua perchè la durata totale è piuttosto misera: 33 minuti scarsi.
Per favore
si astengano i fan più rockettari dei Pearl Jam, perchè qui di distorsioni e ritmi incalzanti se ne sentono ben pochi e, a mio avviso, questo rende il disco ben più interessante di certe ultime opere "rabbiose" del gruppo di Vedder che invece suonavano un po' stantìe e ritrite.
In definitiva il nostro riesce ancora a riproporsi con una veste differente e proprio per questo alle orecchie di un suo ammiratore risulta piacevolmente fresco e ancora credibile come pochi altri musicisti che abbiano avuto un percorso paragonabile al suo.
Bravo Ed, si sente chiaramente che negli ultimi tempi hai ascoltato gli Audiopsia con una certa dedizione...

Dategli qualche ascolto d'assaggio su Amazon, che merita...
Tracklist:01. Setting Forth
02. No Ceiling
03. Far Behind
04. Rise
05. Long Nights
06. Tuolomne
07. Hard Sun
08. Society
09. The Wolf
10. End of the Road
11. Guaranteed
Durata totale: 33' 04"